Il ruolo del traduttore nella comunicazione aziendale

Il ruolo del traduttore nella comunicazione aziendale

Chi è il traduttore?

Su Internet, senza troppe difficoltà, possiamo trovare molteplici e diverse definizioni di traduttore professionista, insieme all’elenco di competenze di cui ha bisogno per svolgere le sue attività professionali.
Una delle definizioni più diffuse di traduttore lo caratterizza come specialista “che si occupa di tradurre un testo scritto da una lingua ad un’altra. È un intermediario della comunicazione scritta tra persone, aziende, istituzioni pubbliche e organizzazioni di Paesi che utilizzano lingue, alfabeti e sistemi di scrittura differenti”.

Sebbene sia comodamente seduto alla sua postazione di lavoro, di fronte allo schermo del suo computer, il traduttore si trova di fatto a metà strada tra due diverse realtà culturali che parlano lingue differenti, una che comunica un messaggio e l’altra che lo riceve. Grazie al vantaggio della sua posizione, il traduttore può “consegnare” il messaggio al destinatario nella sua lingua nel modo più preciso possibile e senza alterazioni, preservando il significato, lo stile e le intenzioni originali.

Tutto questo ci fa pensare che il traduttore svolga un lavoro di mediazione

Traduzione, creatività e cultura

Se le cose stanno effettivamente così, sono sufficienti per il traduttore la conoscenza delle due lingue e delle due culture per rivelarsi all’altezza del proprio compito?
Per meglio comprendere questo argomento, possiamo rivolgerci alle teorie di due importanti studiosi in questo campo.
Gli argomenti contenuti nelle loro idee ci indicano che tradurre non significa solo “scrivere la stessa cosa in un’altra lingua”.
Hans G. Hönig (1941 – 2004), traduttore, interprete e studioso interessato all’analisi del processo mentale della traduzione, definisce il traduttore “Un costruttore di ponti. Il ponte della traduzione collega due culture e due comunità linguistiche differenti”.
Hönig individua inoltre, fra le competenze indispensabili del traduttore, oltre alla conoscenza della lingua madre, della lingua straniera e di entrambe le culture, anche quello di creatività.
Questo processo mentale è fondamentale, poiché il testo di origine e di destinazione sono asimmetrici. Proprio per questo motivo, il traduttore dovrà tener conto della situazione reale, del contesto e dei destinatari della traduzione e infine rielaborarli nel modo più efficace possibile.

Di conseguenza, si tratta di attività creativa a tutti gli effetti.

Jurij Lotman (1922 – 1993), linguista semiotico russo, è il fondatore della semiotica della cultura, disciplina in cui la traduzione svolge un ruolo fondamentale.
La traduzione, non solo prettamente considerata dal punto di vista interlinguistico, è lo strumento per poter attualizzare tradizioni e culture altrui. Anche Lotman ritiene indispensabili la padronanza del linguaggio di partenza e destinazione e di tutte le loro regole.
La traduzione, per Lotman, coincide con l’attività culturale stessa, poiché consente di “trasferire” sezioni di realtà in un linguaggio della cultura, sottoforma di testo, permettendo di “archiviare” questi dati nella memoria collettiva.
La trasmissione di un’informazione in una o più lingue, cioè in diversi sistemi di segni da tutti adottati, tramite il processo traduttivo, permette a individui parlanti lingue diverse di assimilare cultura. Solo in questo modo un’informazione può diventare patrimonio della memoria.
Anche Lotman, come Hönig, ritiene che la traduzione sia il risultato di un processo creativo, poiché il traduttore impiega il suo talento e le sue conoscenze al fine di ricreare il senso del testo di partenza nella lingua di destinazione. 

Pertanto, nelle idee di Lotman e Hoenig, possiamo notare la coincidenza di opinioni riguardanti le competenze professionali che un traduttore dovrebbe possedere.
Innanzitutto, abbiamo la conoscenza di due lingue, la conoscenza di due culture e della creatività.
In secondo luogo, il livello di qualità del “ponte fra le due culture”, o più precisamente l’efficacia della traduzione, dipendono proprio da come il traduttore combina tutti questi elementi.

Cultura e Impresa

Il concetto di cultura, in sé, è molto vasto e ogni traduttore lavora con la cultura o le culture in cui è specializzato.
L’impresa è una comunità unita di persone che, come qualsiasi altro gruppo sociale, condivide gli stessi valori, norme e regole di comportamento. Tutti questi componenti, insieme, formano un sistema unico di “cultura aziendale”.
La formazione e il miglioramento della cultura aziendale è un processo piuttosto complicato e impegnativo.
Una cultura aziendale efficace pienamente condivisa permette ai singoli dipendenti di un’azienda di agire come un’unica entità e nel modo più adeguato al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
L’azienda deve costantemente confermare la propria immagine e reputazione non solo all’interno della sua struttura ma anche nei confronti di partner e clienti.
Questo significa che deve “combattere” su due fronti, quello interno e quello esterno.

Tuttavia, sul fronte interno è importante non solo trasmettere ai propri dipendenti valori e regole.
Per motivarli e aumentare il loro livello produttività, nonché per fornire loro una chiara comprensione degli obiettivi, è necessario assicurarsi che sempre ricordino e siano orgogliosi di lavorare in una squadra con una propria storia, un proprio prestigio e una propria mission.

Sul fronte esterno, l’azienda deve creare un’immagine positiva di sé stessa e dimostrarsi un partner affidabile e serio nei confronti dei suoi clienti abituali e potenziali.
Una cultura aziendale ben organizzata costituisce parte integrante del successo di un’azienda poiché ha un impatto diretto sul suo posizionamento sul mercato ed è una caratteristica distintiva tra i concorrenti.

Impresa e Comunicazione

Lo strumento che gestisce e influisce sulla percezione della cultura aziendale, su entrambe i fronti, è la comunicazione aziendale.
Cees Van Riel (professore of Corporate Communication presso la Rotterdam School of Management), e Charles Fombrun (Professore Emerito of Management presso la Stern School of Business della New York University) nel loro libro “Essentials of Corporate Communication”  forniscono la seguente definizione di Comunicazione aziendale: “La comunicazione aziendale è un insieme di attività coinvolte nella gestione e nell’orchestrazione di tutte le comunicazioni interne ed esterne volte a creare un punto di vista favorevole tra le parti interessate da cui l’azienda dipende”.
Pertanto, possiamo vedere una relazione diretta tra cultura e comunicazione aziendale, in altre parole, fra informazione ed efficacia del suo trasferimento ai destinatari.
Una comunicazione aziendale interna efficace può creare e rafforzare lo spirito di squadra di squadra dei suoi dipendenti, migliorare il loro rendimento e di conseguenza facilitare il raggiungimento degli obiettivi.
Svolgere una efficace comunicazione aziendale nell’ambito di un unico Paese, impiegando solo la propria lingua e la propria cultura non è di per sé facile.
La difficoltà aumenta notevolmente quando un’azienda possiede diverse filiali nel mondo. In questo caso, la sede centrale deve essere in grado di trasmettere lo stesso messaggio allo stesso livello di fedeltà possibile a tutti i destinatari e adattarlo a seconda delle loro culture nelle diverse lingue. 

Se parliamo di differenti lingue e culture in ambito aziendale, questo argomento ci fa pensare al concetto di “internazionalizzazione”.
Questo concetto racchiude in sé tutte quelle misure volte ad adattare le aziende alle culture locali di altri Paesi, con l’obiettivo di introdurre i propri prodotti nei mercati internazionali in modo tale da essere percepiti e compresi positivamente dalle culture locali.

In breve, “internazionalizzazione” significa “presentare la propria azienda e i suoi prodotti al mondo”.
Pertanto, il traduttore rappresenta la figura ideale da affiancare al Responsabile della Comunicazione aziendale.
Trovandosi a metà strada tra la cultura di partenza e quella di destinazione del messaggio, il traduttore può non solo trasmettere le informazioni in modo fedele al destinatario, ma è anche in grado di renderle accessibili e comprensibili a persone di culture diverse, in particolare a clienti, distributori e partner dell’azienda. 

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